Metaldevilgear Admin


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 | Oggetto: 29 marzo 2009 Dom Mar 29, 2009 12:38 pm | |
| Mamoru Oshii: Musashi, due live action e un nuovo film animato Nel corso dell’evento organizzato per la promozione dell’edizione in DVD e Blu-ray di The Sky Crawlers, il regista giapponese Mamoru Oshii, famoso soprattutto per Ghost in the Shell e il suo seguito cinematografico, Innocence, ha ufficializzato la propria partecipazione, in veste di regista, a tre nuovi progetti: due live action, attesi per l'autunno del 2009, e un film animato che sarà completato presumibilmente entro il 2011. Mentre nulla è stato rivelato sull'ultimo di questi, qualche dato sui live action è invece disponibile. Uno dei due film sarà una produzione low-budget indirizzata a un pubblico di cinefili; l'altro, un'opera d'azione e avventura, un'epopea di erotismo e di violenza. Un'altra opera, anch’essa programmata per il 2009, per la prossima estate, vede la partecipazione di Oshii, in questo caso come sceneggiatore. Si tratta di Musashi: The Dream of the Last Samurai, film animato incentrato sulla figura storica del samurai Miyamoto Musashi. Hayao Miyazaki: Intervista sul Venerdì di Repubblica Dalle pagine del Venerdi, l'inserto settimanale di La Repubblica, uno dei più grandi quotidiani d'Italia, una breve ma interessante intervista concessa dal maestro Hayao Miyazaki in occasione del lancio in Italia di Ponyo sulla scogliera, la versione italiana del suo ultimo grande successo distribuito in sala da Lucky Reed, Gake no ue no Ponyo. L'intervista conferma ancora una volta la cortesia, ma anche il carattere schivo del noto regista. Il servizio è a cura di Emilio Marrese: Ponyo è un film meno cupo rispetto alle sue produzioni precedenti: voleva rivolgersi ad un pubblico più ingenuo?Forse è cosi. Volevo fare un film per bimbi, visto che nel mio staff nell'ultimo periodo un sacco di persone sono diventate genitori. Volevo che fosse il primo film da vedere per molti di questi bambini. Dire loro subito che la vita è terribile non è buono. Sappiamo che il mondo è infelice, ma a questi bambini volevo dire che invece dobbiamo essere tutti felici di essere al mondo. Non volevo mostrare loro la realtà senza speranza. I problemi li percepiscono, non è giusto nasconderli. Ma a piccoli di cinque anni non si può non mostrare la speranza. Non credo che sia un film che abbia meno significati rispetto ai precedenti.Un Miyazaki ancora più tradizionale, dunque?Abbiamo lavorato duro per finire qualcosa di semplice. Tutto si doveva sempre spiegare pensando agli adulti, ma i bambini non hanno la stessa logica. Sono più sensibili e il film è fatto per essere inteso alla loro maniera. Abbiamo limitato i significati ulteriori. E' una fiaba avventurosa sull'amore infantile. Amore e responsabilità, oceano e vita: la mia risposta alle afflizioni e alle incertezze dei nostri tempi.Un altro accorgimento un po’ desueto: la parola inizio nei titoli di tesa e quella sfilza di nomi nei titoli di coda... Bisogna dire ai bambini quando una cosa inizia e quando una cosa finisce. Nei titoli di coda ho messo i nomi di tutti in ordine alfabetico, comprese le donne delle pulizie e il gatto degli studios, senza specificare quale ruolo abbiamo avuto nel film. I bambini se ne fregano di sapere chi ha fatto che cosa. Alla Mostra di Venezia è stato accolto come un divo da una platea adulta. Come se lo spiega? Bah ai festival c'è la tendenza all'ovazione. Non mi esalto: mia moglie mi mena se sente che mi definisco maestro. Ponyo è un film per bambini di cinque anni che non capiscono il mondo e gli adulti si rilassano venendo messi nella stessa condizione. Si è ispirato di più alla Sirenetta o a Nemo?La Sirenetta è il primo libro che ho letto e l'ho trasportato nel Giappone contemporaneo. Non ditelo al mio amico John Lassiter (l'anima della Pixar)... So che era molto interessante, però. La principessa Otochi, colei che controlla il mare, è una figura universale in tutte le culture: il simbolo dell'oceano come fonte di vita.Ancora una volta il mondo animale si è mescolato al mondo umano...In origine non vi era nessuna grande distinzione tra gli umani e il resto delle creature. Basta pensare che il pesce è il simbolo di Cristo. La vita, prima, era un'idea condivisa. E' un messaggio ecologista?No. L'ecologia e l'ambiente vanno vissuti soggettivamente senza doverne parlare. La natura è un fondale. Non mi definisco un ecologista. Anche se ho smesso di buttare cicche per terra.Come fa ad avere un grande successo di mercato la sua opera, che non pare tener conto affatto del mercato?Vorrei saperlo anche io. Me ne meraviglio. Come vive l'antitesi con lo stile più moderno e imperante nel mondo dei cartoon, quello dei suoi concorrenti Pixar Disney e Dreamworks?Nessuna concorrenza. Loro fanno un buon lavoro e sono miei amici. La nostra tradizione giapponese è la matita e noi continuiamo a seguirla. Siamo bravini anche noi. Non c'è una guerra di religione. Ma io penso che La Morte di Ofelia (del pittore John Waherhouse), un pre-raffaellita dell'ottocento, raggiunga livelli di raffinatezza grafica a cui nessuno è mai più arrivato, con nessuna tecnica a disposizione. Quando vedo questo quadro rimango sempre ammirato. |
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